Sorpresa! Fake News si diffonde velocemente

Cosa possiamo imparare dalle notizie false.

Big Think

Fonte: Big Think

Le notizie false si diffondono più velocemente e più delle notizie reali, secondo un recente studio del MIT. Mentre questa è certamente una notizia dolorosa per quelli di noi che preferiscono la verità, è anche una lezione per chi cerca attenzione e non solo narcisisti.

Se abbiamo interesse a persuadere gli altri, dobbiamo prima attirare la loro attenzione. Ma ognuno di noi è esposto a circa 5000 messaggi commerciali al giorno, un aumento decuplicato dal 1970, e questo non include altre richieste non commerciali sulla nostra limitata larghezza di banda, come le nostre e-mail, i testi e i bambini.

Perché le notizie false sono migliori per catturare la nostra attenzione? I ricercatori del MIT hanno scoperto che mentre le notizie vere hanno suscitato l’anticipazione, la tristezza e la gioia, le storie false hanno creato disgusto e sorpresa. Il disgusto è un istinto fisico che si è evoluto per impedirci di impegnarci in attività potenzialmente pericolose, come l’assunzione di cibo putrido. La sorpresa ferma le nostre menti sulle loro tracce.

È l’inaspettato che attira la nostra attenzione. Un vecchio adagio del giornalismo lo riprende bene: “L’uomo morde il cane non è una novità; l’uomo morde il cane “.

La neuroscienza ci insegna che la mente è un motore di predizione, inconsciamente, in cerca di conferma di ciò che ci si aspetta. L’inatteso arresta l’attenzione dei tasti di elaborazione automatica e sposta la prospettiva.

Quindi, se stiamo solo comunicando informazioni o cercando di persuadere, la nostra presentazione deve essere fresca, se vogliamo che le persone la ascoltino davvero. Dovremmo stare lontano dai punti di forza delle scorte e dal linguaggio stantio.

In generale, però, le lezioni non sono semplicemente un modo efficace per afferrare e attirare l’attenzione. La ricerca ha stabilito che entro cinque minuti il ​​pubblico smette di ascoltare e, nel migliore dei casi, ascolta solo con parsimonia. Al contrario, la nostra attenzione si costruisce quando ascoltiamo una storia se è piena di suspense.

Le storie creano suspense trattenendo informazioni. Nella tipica storia misteriosa, viene commesso un crimine, ma non sappiamo chi sia il perpetratore, quindi la nostra attenzione è sostenuta dalla domanda senza risposta, “whodunnit?”. Gli indizi ci prendono in giro con potenziali risposte.

Questo ci dà un modo diverso e più efficace di pensare all’influenza. Piuttosto che una presentazione logica, vogliamo raccontare una storia avvincente. Un approccio è iniziare con un problema con la domanda implicita di come lo risolviamo. La storia quindi costruisce la risposta con indizi allettanti, proprio come una storia misteriosa.

Se possibile, la nostra soluzione dovrebbe essere posizionata come inaspettata. Aristotele, il primo a studiare scientificamente le storie, ha visto i migliori come pivot su quella che ha definito “peripeteia”, un’inversione improvvisa delle aspettative da cui apprendiamo.

Quando offriamo sorpresa e curiosità pietosa, cambiamo idea facendo leva su come funziona il cervello. È preferibile essere disgustosi.